Il 2022 si chiude fra pochi giorni. Lo ricorderemo come l’anno dell’estate più torrida di sempre e del tumore di Dante. Una fine d’anno che non ci aspettavamo e che conferma un trend che avevamo già individuato. Ovvero la sciatteria dirompente di un sistema (allevatori, veterinari, alimentazione industriale…) che dice di mettere al centro l’animale domestico quando invece sono proprio i professionisti coinvolti al centro di tutto. Certo non si può generalizzare, ma questo è il nostro blog e noi scriviamo della nostra esperienza. In questo articolo leggerai riflessioni puntuali ma scritte come flusso di coscienza.

Sciatteria sistema animali da compagnia
Dante durante le Feste di Natale 2022 – il calzetto è onnipresente e coordinato con la felpa. Che chic. Sotto il calzetto si nasconde il ponfone di merda che altro non è che il mastocitoma cutaneo non operabile ad oggi.

La sciatteria di allevatori / cagnari

Partiamo con il botto.

La delusione più grande è stata l’allevamento di Dante e Mia. Non una telefonata per sapere come sta Dante. L’atteggiamento la dice lunga sull’importanza di mettere al centro il cane. Il benessere del cane. Bla bla bla.

Non ci dilungheremo sugli allevatori perché abbiamo scritto tanti articoli su come sceglierli, su come stare alla larga dai cagnari che anche basta. Ognuno apra la mente, gli occhi e si prenda la propria responsabilità.

Fatti una domanda e datti una risposta.

Dal nostro punto di osservazione privilegiato (arrivano commenti, storie via email, chat) abbiamo raccolto così tante testimonianze che non si salva nessuno. Il sistema è malato e la razza del Bouledogue Francese è compromessa (tanto che nei paesi nordici l’allevamento della razza è bandito).

Come mai i rescue sono pieni di Bouledogue o simil bulldog?

Come mai in giro ci sono così tanti Bouledogue ‘strani’?

E perché dal veterinario ci sono soprattutto Bouledogue?

Perché gli allevatori non parlano mai abbastanza delle patologie di razza che fra l’altro, sono escluse dalle polizze assicurative? Di certo parlano del colpo di calore che guarda caso dipende dal proprietario e non certo dal cane, che di sua iniziativa non si mette sotto 40 gradi a friggersi il cervello.

E soprattutto:

A sorvegliare e tutelare la razza ci sarebbe un ente preposto. Cosa sta facendo? Mistero.

  • Perché non vengono fatti più controlli negli allevamenti a fronte delle nuove iscrizioni all’albo?
  • E come mai non si vigila con maggior attenzione sul numero annuale delle cucciolate?
  • Il pedigree è ancora attuale oppure è un certificato obsoleto ?
  • Al posto del pedigree dovrebbero essere pretesi test genetici a tutela dell’esemplare e della compravendita del cane?

La sciatteria dei veterinari

Dante e Mia sono sempre stati cani monitorati. Lo abbiamo ampiamente documentato in questo blog creando una ricca sezione ad hoc ‘benessere e salute’ (se fossi l’allevamento mi vergognerei a scorrere tutte le malattie che hanno avuto Dante e Mia). Scorrendo la sezione del sito si nota che entrambi hanno avuto diverse malattie poi fortunatamente risolte o tenute a bada con i farmaci. Nell’inverno 2022 avevamo in programma delle visite di controllo con il veterinario nutrizionista per terminare l’iter del cambio di alimentazione dalle crocchette industriali alla dieta casalinga. Un iter durato più di un anno. Lo abbiamo fatto con la promessa di vederci poi all’inizio della primavera per il richiamo del vaccino annuale e del vaccino trivalente. Così è stato fatto. Dante e Mia sono stati entrambi visitati. Con scrupolo? Il ponfino di Dante c’era. Era lì da due anni. Immobile. Mai un cenno sullo stato del ponfino in quell’occasione e nelle visite precedenti. Il ponfino avrebbe dovuto essere monitorato con maggior attenzione?

Sciatteria veterinaria.
Dante porta il collare elisabettiano di notte e quando gli umani escono di casa. Questo sacrificio è per proteggere i suoi occhi (si è procurato una lesione alla cornea dal fastidio / prurito causato dal ponfone di merda) e le medicazioni del tumore.

La nebulosa della diagnostica

La stessa valutazione ‘niente di che’ con l’aggiunta se ha prurito spruzza il Cortavance è stata fatta dal veterinario di campagna all’inizio di giugno 2022. Dopo due mesi, con i bulli al fresco – non sia mai che abbiano un colpo di calore – siamo finiti col fare una biopsia a fine agosto perché il ponfino non si cicatrizzava mai. Esisto positivo. Poi la colorazione. Esito positivo. Poi il circo infernale di trovare un chirurgo. Ci siamo dati da fare per trovare IL professionista. Ci siamo sentiti dire di tutto. Tagliamo la zampa (l’umana è scappata), basta una siringata al ponfone (ma che roba è?), vai a Milano dal chirurgo influencer (350 km a e 350 km al ritorno con un Bouledogue a 35 gradi a settembre). Poi ci siamo confrontati con una persona che studia medicina e che ci ha detto di fare tutta la diagnostica possibile perché è fondamentale per arrivare ad una cura valida, specifica per Dante. Abbiamo seguito il suo consiglio perché nella sua storia ci siamo ritrovati (il suo bellissimo bullo ha un linfoma, we love you Paride).

Non si perdona più la sciatteria

Così ci siamo affidati ad una struttura veterinaria a 35 km da noi, raggiungibile in giornata e per le emergenze. Abbiamo scelto un oncologo con esperienza e teniamo le dita incrociate. Ci ha spiegato che la chirurgia nel caso di Dante non si può fare per via della posizione del ponfone e che la malattia ha già coinvolto il linfonodo della gamba. Per gli aggiornamenti di Dante vai qui. L’umana con l’oncologo è una rompi coglioni, non si perdona più niente perché Dante ha un mastocitoma di secondo grado. Non tornerà mai più il Bouledogue di una volta che camminava per ore ed era pieno di entusiasmo. Dante è invecchiato di colpo, la sua malattia lo accompagnerà finché vivrà. Nostro compito è assicurargli una buona qualità di vita e possibilmente arrestare la malattia il più possibile.

Il senso di colpa

Spesso scatta il senso di colpa.

Flusso di coscienza. “Perché non l’ho portato da un altro veterinario? Perché non ho insistito? Perché… Perché ero in buona fede e mi sono affidata al professionista di turno. Erano due, hanno detto la stessa cosa. Non mi hanno mai deluso. E poi, faceva davvero troppo caldo già alle 9 del mattino, l’auto bollente, non un briciolo di ombra nei parcheggi del veterinario. Ero stanca.”

Tutti questi dubbi sono esplosi quando il veterinario di campagna, alla richiesta dell’oncologo di fare un esame specifico, ci ha detto che Dante era spacciato. (Ma il cane non è al centro di tutto?! ndr). Flusso di coscienza. “È spacciato perché tu veterinario di campagna non ti sei accorto subito che il ponfino si sarebbe trasformato in ponfone di merda? Se fossi stato scrupoloso forse oggi… “

Ci è arrivata anche una replica in medichese ma l’abbiamo archiviata (tradotto liberamente dal medichese…il mastocitoma se provocato si scatena e diventa più grande e nocivo) perché del passato non ci importa più niente. Se l’estate fosse stata piovosa invece che bollente, se Dante avesse avuto altri sintomi, se qualcuno dei due veterinari ci avesse messo la pulce nell’orecchio, se entrambi fossero stati meno sciatti nella loro valutazione forse... Con i se non si va da nessuna parte. Guardiamo avanti.

Dante ronfa beato in braccio al suo umano, un momento molto atteso perché si sente protetto e confortato.

Escalation della sfiga

La nostra esperienza è continuamente costellata da episodi grotteschi. Quando ci chiedono cosa ha il cane diciamo la verità. All’inizio eravamo restii (sono fatti nostri!) ma poi abbiamo accettato che Dante è un cane malato e così lo diciamo “Dante ha un tumore grave, non operabile al momento … ” Spesso veniamo interrotti e scatta l’escalation a chi ha avuto la sfiga più grande.

Flusso di coscienza. “Ah! il mio è morto” “Ah la mia bulla ha 80 punti”, “Ah il mio beagle dopo un anno di chemioterapia casalinga vomitava sangue ed è morto”. All’inizio eravamo scioccati. Non si dicono queste cose a chi si sta impegnando molto nel salvare un proprio caro. Non si sta parlando di un’entità astratta o di un lontano ricordo. Si sta parlando del nostro cane. Poi con il tempo, consapevoli che la gente spesso è in imbarazzo e non sa come gestire il dolore altrui, dice la prima cosa che gli passa per la testa. Spesso senza cattiveria. Allora sorridiamo e andiamo via che a sentir di sfighe anche no.

Ciao 2022

Questo post amaro saluta il 2022. Dante è stazionario, non parla quindi non sappiamo se ha dolori o se sta soffrendo in silenzio. La nuova cura è il Masivet 150 che verrà portato ad un dosaggio più basso per consentire a Dante di fermare la malattia e di tenersi buoni ed a livello i globuli bianchi. Noi stiamo facendo del nostro meglio. Siamo prudenti e ragionevoli. Questo è il nostro augurio per il 2023. Siate prudenti e ragionevoli con il vostro Bouledogue, valutate attentamente allevamenti e veterinari, confrontatevi con persone serie e disponibili al confronto. E non accettate mai la sciatteria.

Per sostenere le cure oncologiche di Dante clicca qui