Tra i nostri affezionati lettori ci sono diversi allevatori ed esperti cinofili. Nel tempo sono diventati amici ed è stimolante poter scambiare con loro idee ed opinioni a proposito del Bouledogue Francese e di tutto ciò che ruota attorno a questa razza. Di recente abbiamo pubblicato un nuovo mini Spiegone per ribadire il concetto che non esiste il Bouledogue blu, esotico, i cosiddetti ‘colori rari’. In questo nuovo articolo approfondiamo il tema del perché dobbiamo dire No ai colori rari nei Bulldog Inglesi e Francesi con la Dott.ssa Marina Canestrale, Onorevole Giudice ENCI, allevatrice di Bulldog Inglese e Bouledogue Francese.

Il Colore nero nel Bulldog Inglese

Nel Bulldog inglese il NERO non è da considerare un colore “raro” nel senso che diamo oggi al termine. È un colore che c’è sempre stato. Del resto le prime campionesse erano bianche e nere. Oggi il colore nero viene definito dallo standard “indesiderato” (difetto molto meno grave della coda incarnita o del riposizionamento della ghiandola, che da manuale sarebbero da squalifica, eppure…) ma ciò non esclude che possa avere il pedigree ed anche riprodursi. Tutti gli esperti cinofili sanno bene che era proprio uno storico campione, di colore bianco puro, a portare nel suo corredo genetico il colore nero… e quando nasceva (una volta ogni morte di papa) un cucciolo nero dai suoi discendenti, veniva salutato benevolmente come prova dell’appartenenza alla famiglia, ma affidato a prezzo amichevole e non pubblicizzato come se fosse il sangue di san Gennaro.

Colori rari e i problemi di salute

Ora invece parliamo dei colori “di moda”, sia nei Bulldog inglesi che francesi, che affollano le pagine dei gruppi americani, sempre alla ricerca di novità, e che purtroppo cominciano a manifestarsi anche da noi grazie anche ai social network.
Di questi colori non si ha traccia nei pedigree dei cani puri e non si conosce nessun riproduttore che li abbia tramandati. Sono comparsi più o meno all’improvviso negli anni Novanta e cominciano a diventare un problema, perché, come vedremo, sono spesso associati a gravi problematiche di salute. Essi sono il BLUE, il MERLE, il LILAC, il BLACK AND TAN ed altri che la fantasia umana di volta in volta propone.
Naturalmente in natura esiste un concetto che si chiama SALTATION, ovvero la comparsa improvvisa di un carattere nuovo. Ma questo fenomeno dei colori rari non ha nulla a che fare con la saltation. Bensì è uno spregiudicato e vergognoso artificio umano per guadagnare di più e più velocemente.

Simil Bulldog con forma grave di demodetticosi, che nei cani normali è curabilissima, nei cani che hanno il gene del blue purtroppo è incurabile (fonte Marina Canestrale)

Puppy Farm

Negli anni Novanta in Europa esplose la moda del Bulldog e nei paesi dell’est, a fianco di eccellenti allevatori che sono fra i migliori del mondo, nacquero anche le tristi puppy farm, i “cucciolifici”. Venivano prodotti cani di tutte le razze e gli spedizionieri italiani facevano la fila per comprare a €150 dei cuccioli che poi avrebbero rivenduto a €1500. Per migliorare la scarsa fertilità delle fattrici bulldog, questi allevatori senza scrupoli una volta su cinque davano un maschio di altra razza, prima un Boxer (i famosi bulldog boxerati) poi, vedendo che i clienti si bevevano tutto, anche l’Amstaff e altre razze canine. Non è un’operazione così difficile come sembra, perché il Bulldog è naturalmente acondroplasico, cioè nano, e quindi la sua struttura è facilmente ereditabile. Con sorpresa si accorsero che, quando nascevano cuccioli simil bulldog, ma di colori strani, la clientela non solo non li rifiutava, ma anzi li gradiva. E negli StatiUniti era cominciata la corsa al Bulldog con un occhio azzurro, con due occhi azzurri, blue, più blue, merle ecc.

I cagnari

I cagnari, che nel frattempo prendevano piede in molti paesi europei e anche da noi, capirono che quello era il nuovo Eldorado e raffinarono la pratica, che oggi è questa:
1) Si prende una fattrice bulldog (perché come è noto in cinofilia, la struttura la mette la madre) e si accoppia con un cane di altra razza, o meticcio, del colore desiderato.
2) Si UCCIDONO alla nascita tutti i cuccioli che non presentano le caratteristiche minime di appartenenza alla razza bulldog
3) Si tengono quasi tutte le femmine e si adibiscono alla riproduzione fin dal primo calore, lavorando in strettissima consanguineità infischiandosene della salute
4) Si commercializzano di preferenza i maschi a prezzi stratosferici, accompagnandoli con sedicenti articoli pseudoscientifici che richiamano ai colori primitivi (infatti notate che questi cuccioli che appaiono sui nostri social non sono quasi mai femmine).

Quali sono le razze preferite per ottenere le colorazioni rare?

Al primo posto si utilizza l’Amstaff (così nei Bulldog sta arrivando l’atassia ovvero la mancanza di coordinazione dei movimenti muscolari volontari, ndr), il Weimaraner per ottenere il blue, il Rottweiler per il black and tan e tutte le razze MERLE, dal bassotto al pastore australiano per ottenere questo malefico colore che è il primo responsabile delle problematiche di salute.
Come è noto, infatti, il gene del merle porta con sé una serie di problematiche che vanno dal grave al gravissimo, tanto che persino nelle razze che lo riconoscono la FCI ha proibito gli accoppiamenti merle x merle.

Purtroppo queste "mode" hanno compromesso la salute di molte razze. .distruggendo il corredo genetico e valutando come "pregio " i geni recessivi che portano con sé 1000 malattie
Simil Bulldog Inglese frutto di razze merle. I cagnari con la loro abominevole pratica hanno compromesso la salute di molte razze distruggendo il corredo genetico e valutando come “pregio ” i geni recessivi che portano con sé 1000 malattie.

Perché dobbiamo di dire No!

Vale la pena, per sfoggiare un colore di moda, contribuire alla distruzione della razza? Essere complici delle nefandezze che si compiono nelle puppy farm, anche di casa nostra ? per me NO.

PERCIO’ DICIAMO NO AI COLORI “RARI”

Dott.ssa Marina Canestrale

Ringraziamo Marina Canestrale per il prezioso contributo. Marina è una forza della natura, presente ed instancabile in attività cinofile, esposizioni e seminari. Grazie Marina!

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